C5. La Real Atellana interrompe il silenzio e dà la propria versione

Real Atellana Due Sicilie
Real Atellana Due Sicilie

La Real Atellana Due Sicilie, in merito alle dichiarazioni del Presidente Alberto Petillo, che annunciava il silenzio stampa per poter riordinare le idee e portare avanti le proprie indagini interne, interrompe momentaneamente il silenzio per redigere il presente comunicato, fornendo la propria versione dei fatti accaduti lo scorso sabato, durante e dopo il match contro la Città di Acerra.

"Prima di tutto la Società si scusa con i propri sostenitori, e simpatizzanti ma non farà pubblicare ancora il video della partita di sabato. Chiediamo pertanto alla testata giornalistica autorizzata a trasmetterle di non pubblicare detta registrazione e di metterla a disposizione delle indagini. Inoltre solleviamo la stessa testata giornalistica da ogni obbligo contrattuale in merito alla tempistica di pubblicazione di questa partita. Questa decisione è stata presa perché stiamo fornendo la massima disponibilità a collaborare con le autorità giudiziarie che stanno espletando le indagini. Le interviste, registrate nel palazzetto a fine partita, in presa diretta e senza microfono direzionale, dimostrano la assoluta normalità della situazione. Stigmatizzando ogni forma di violenza, dobbiamo ribadire ai nostri sostenitori la totale estraneità ai fatti RACCONTATI, ad arte per distruggere la nostra Associazione Sportiva Dilettantistica.

Vi invitiamo inoltre a riflettere sui seguenti 4 punti:

  • A) Nell'era dei social network, dove fotografiamo e filmiamo tutto, i giornali che ci accusano usano foto di repertorio; nessuna testimonianza tangibile è stata presentata a mass media e forze dell'ordine.
  • B) Si legge di “70 persone armate”. Di solo tifo ovviamente. Infatti hanno seguito l’accesa sfida al vertice a tre metri dai dirigenti ospiti, come si vede dalla diretta Facebook sulla nostra pagina.
  • C) Si legge di “corsa all’ospedale del dirigente ferito” ma in realtà ci va con mezzo proprio, dopo cinque ore, al nosocomio del proprio paese, dove per lievi escoriazioni lo dimettono con ZERO giorni di prognosi.
  • D) Si legge di "assedio negli spogliatoi", ma i carabinieri, sopraggiunti dopo le 20 su richiesta dell'arbitro (per l' elevato numero di pubblico presente e per lo sparo di un mortaretto nei pressi dell'androne esterno del palazzetto), hanno trovato 3 nostri dirigenti, altrettanti calcettisti, nessun tifoso ed i nostri avversari nei pressi del loro spogliatoio. Anche l'arbitro era andato via tranquillamente. Queste ed altre accuse infondate è materiale che abbiamo già consegnato ai nostri legali che procederanno a tutelare, nelle sedi opportune, l'immagine della nostra A.S.D. e dei tesserati tutti.

Vogliono distruggere la nostra favola, ma non ci riusciranno. Grazie a tutti per il sostegno e per la solidarietà manifestataci".

Giuseppe Borrelli